MUDr. Helena Singerová Chirurgia plastica ed estetica · Praga
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Interventi · Seno

Riduzione del seno

L'aumento del seno si effettua usando impianti o con il proprio grasso. Se il seno è piccolo, è possibile fare l'aumento del seno con impianti, cioè l'augmentation del seno. Le incisioni vengono fatte nella zona del solco sottomammario. Gli impianti vengono posizionati sotto il muscolo se il seno è piccolo e sodo, in modo da usare il tessuto muscolare per coprirli.

Riduzione del seno – Mastoplastica riduttiva

Il desiderio delle donne di avere un seno dalla forma ideale non è una richiesta legata alle tendenze attuali, ma si può osservare lungo tutta la storia della nostra civiltà. Il seno femminile è da sempre un simbolo di bellezza e di femminilità. La sua forma, la sua simmetria e le sue dimensioni possono influire notevolmente sulla psiche della donna, quando questa comincia a percepire, per convinzione propria o per il giudizio di chi le sta intorno, alcune difformità o imperfezioni. Fra queste può esservi anche un seno eccessivamente sviluppato. Questi problemi non si possono praticamente risolvere in altro modo che chirurgicamente. Alla riduzione e al rimodellamento del seno si ricorre di norma dopo un marcato rilassamento della ghiandola mammaria, accompagnato da una netta riduzione dell'elasticità cutanea e quindi da una discesa evidente di un seno voluminoso. Ciò avviene più spesso dopo la gravidanza e l'allattamento oppure dopo un forte dimagrimento. Talvolta una ghiandola eccessivamente sviluppata e un seno voluminoso possono essere molto fastidiosi anche in ragazze giovani. Poiché la cute del seno, che ne determina in misura decisiva la forma, è rilassata e in una certa misura in eccesso, occorre ridurre questo mantello cutaneo. Purtroppo questo non si può fare senza cicatrici, che dobbiamo eseguire sul seno in misura variabile. Poiché è sempre necessario spostare l'areola, la cicatrice è sempre circolare attorno ad essa. Solo nei casi di rilassamento modesto, con uno spostamento dell'areola ridotto, ci si può limitare a questa sola cicatrice. Negli altri casi l'incisione, e quindi la cicatrice, viene condotta verso il basso dall'areola lungo la linea mediana fino al solco sottomammario e per tutta la sua estensione, e la cicatrice finale ha la forma della cosiddetta àncora. Occorre sempre modellare e ridurre la ghiandola in modo che il seno risulti sodo e stabile nella forma e che l'effetto della riduzione sia duraturo. I risultati di forma degli interventi di riduzione e rimodellamento sono buoni; è invece difficile influire sulla guarigione delle cicatrici. La cute del torace, soprattutto della metà superiore e sopra lo sterno, tende in generale a cicatrici più evidenti e che si stabilizzano in tempi lunghi. Per questo cerchiamo di dirigere le cicatrici soltanto attorno all'areola e verso il basso sotto il seno, ma anche qui la guarigione può avvenire con una cicatrice più evidente, che richiede cure prolungate e talvolta interventi correttivi.

Prima dell’interventoDopo l’intervento

Quando e come eseguire la riduzione del seno

La capacità della ghiandola mammaria di allattare è influenzata da ogni intervento chirurgico sulla ghiandola e la sua funzione ne risulta sostanzialmente compromessa. Poiché nella riduzione del seno si interviene sempre in modo esteso sulla ghiandola mammaria, questo intervento andrebbe eseguito quando non è più prevista una gravidanza con successivo allattamento. Se operiamo donne prima di una gravidanza, occorre essere consapevoli che un eventuale allattamento non sarà possibile in futuro. Fanno eccezione le riduzioni in seni molto sviluppati, che comportano ulteriori disturbi di salute, in particolare problemi alla colonna vertebrale e alla postura generale. In tal caso, dal punto di vista sanitario, è opportuno operare già in giovane età, di norma intorno ai 18 anni, talvolta anche prima. La ghiandola mammaria può però crescere progressivamente, per effetto di variazioni ormonali, anche durante la gravidanza o nel periodo intorno alla menopausa. In questi casi si presentano disturbi analoghi, più spesso dolori alla schiena per il maggiore carico permanente sulla colonna. Spesso per le donne è fastidioso anche il volume complessivo del seno durante il movimento e lo sport. L'entità della riduzione del seno e della riduzione ghiandolare vanno sempre scelte dopo un consulto con l'operatore. Il limite di età superiore è dato dallo stato di salute generale e dall'estensione dell'intervento previsto.

Preparazione preoperatoria prima della riduzione del seno

Il presupposto per la riduzione del seno è uno stato di salute generale della paziente buono e stabile. Nessuna malattia infiammatoria o virale acuta deve essersi verificata nell'ultimo mese prima dell'intervento.

Tre settimane prima dell'intervento al seno vanno sospesi anche i farmaci che aumentano il sanguinamento (Acylpyrin, Anopyrin o altri medicinali contenenti acido acetilsalicilico). Anche l'assunzione di preparati enzimatici di supporto, come per esempio il Wobenzym, non è indicata prima dell'intervento; non assuma integratori alimentari né farmaci antinfiammatori, perché molti di essi possono fluidificare il sangue e causare così un aumento del sanguinamento durante l'intervento e gonfiori marcati dopo di esso.

Va senz'altro esclusa una gravidanza, sia per l'anestesia generale sia per l'intervento sulla ghiandola mammaria. Non è necessario interrompere una contraccezione assunta con regolarità. L'intervento non dovrebbe essere programmato nel periodo delle mestruazioni: durante la procedura vi sarebbe il rischio di un maggiore sanguinamento e dopo di essa di gonfiori più marcati del seno.

Non deve inoltre assumere farmaci, spray o creme che contengano corticosteroidi nei 2-3 mesi precedenti l'intervento: i corticosteroidi ostacolano la corretta guarigione delle ferite e le cicatrici non guarirebbero. I corticosteroidi non possono però essere sospesi di colpo: ne parli con il medico che glieli prescrive. Nei 2-3 mesi precedenti l'intervento non assuma sostanze che danno dipendenza, cioè droghe, cocaina, marijuana, eroina e simili.

Se fuma, smetta con sufficiente anticipo rispetto all'intervento.

Raccomandiamo sempre una mammografia o un'ecografia prima di un intervento programmato al seno; è opportuno recarsi per i controlli successivi allo stesso centro di senologia, così da poter confrontare e valutare meglio i risultati degli esami.

Gli esami preoperatori comprendono esami di laboratorio del sangue e delle urine, un ECG e una visita internistica o del medico di base, e non devono avere più di 3 settimane.

Riduzione del seno – descrizione dell'intervento

La riduzione del seno si esegue in anestesia generale. Le incisioni chirurgiche vengono condotte secondo la misurazione e il disegno preliminari, eseguiti prima dell'intervento in posizione eretta, per valutare correttamente lo spostamento e il rassodamento necessari. La cute in eccesso del seno viene asportata in modo da conservare il sottocute e la ghiandola. Successivamente, a seconda del tipo di intervento di rimodellamento, la ghiandola viene liberata con un'incisione in modo da poterne eseguire la riduzione, il rimodellamento e lo spostamento dell'areola. Si procede quindi alla sutura e alla modellazione della ghiandola con punti interni riassorbibili e, di seguito, alla sutura del sottocute e della cute. Anche in questo caso utilizziamo punti riassorbibili, che sostengono a lungo la resistenza della cicatrice durante la guarigione. Nel seno vengono posizionati drenaggi, che allontanano il sanguinamento minimo e il secreto tissutale. Al termine si applica un bendaggio elastico con imbottitura. La durata della riduzione del seno è di norma 90 minuti.

Decorso postoperatorio dopo la mastoplastica riduttiva

Dopo la riduzione del seno raccomandiamo un ricovero di 1-2 giorni; se il decorso è regolare, si rimuovono i drenaggi e la paziente viene dimessa per proseguire le cure a casa. È necessario sapere che dopo un intervento in anestesia generale non si può guidare l'automobile per 48 ore. Soprattutto nei primi giorni dopo l'intervento occorre mantenere un regime di riposo, in particolare limitare i movimenti degli arti superiori verso l'alto nell'articolazione della spalla (che attivano il muscolo pettorale). Anche la temperatura corporea può salire temporaneamente fino a 38 °C per 1-3 giorni. Il bendaggio elastico si mantiene di norma per 4-5 giorni dopo l'intervento; le successive modalità di fissaggio, i massaggi del seno e delle cicatrici e l'uso della biancheria elastica compressiva sono stabiliti dal medico curante in base al tipo e all'estensione della riduzione e allo stato di guarigione. Di norma è necessario portare il reggiseno elastico compressivo in modo continuativo per 6 settimane. I punti cutanei si rimuovono in genere tra il 7° e il 10° giorno dopo l'intervento, se non riassorbibili; i punti interni si riassorbono in alcune settimane. Non appena le cicatrici sono perfettamente guarite, cioè circa un mese dopo l'intervento, è bene massaggiarle. Esegua i cosiddetti massaggi a pressione: appoggi il dito sulla cicatrice, prema per cinque-dieci secondi e ripeta, massaggiando in questo modo tutta la cicatrice. Le cicatrici si ammorbidiscono progressivamente e schiariscono. I massaggi accelerano notevolmente il processo di guarigione. Può comparire temporaneamente una ridotta sensibilità di una parte della cute del seno e delle areole, che si ripristina gradualmente e si stabilizza di norma entro 3-6 mesi dalla riduzione. Possiamo considerare il seno stabile nella forma non prima di 2-3 mesi dall'intervento. Con un decorso non complicato la paziente può tornare alla normale routine dopo 10-14 giorni dall'intervento. Lo sforzo fisico pieno e lo sport sono possibili dopo circa 1-2 mesi, a seconda dell'entità della riduzione e dello stato di guarigione. Sconsigliamo l'esposizione al sole e la permanenza al sole senza indumenti per almeno 2 mesi dopo l'intervento; le cicatrici dovrebbero restare protette da indumenti o dal costume per almeno 3 mesi. La convalescenza è comunque individuale e dipende non solo dalla capacità di guarigione di ciascuna, ma riflette anche la scrupolosità della paziente nel periodo delle cure postoperatorie e della riabilitazione. Nelle donne oltre i 35 anni raccomandiamo di iniziare, a 6-12 mesi dall'intervento, controlli senologici regolari presso il centro della propria zona di residenza.

Complicanze dopo la riduzione del seno

Le complicanze precoci della chirurgia plastica del seno, come sanguinamento e infezione, sono oggi ridotte al minimo durante l'intervento e nel decorso postoperatorio (drenaggi, somministrazione di antibiotici). Poiché nella riduzione del seno l'estensione delle cicatrici è piuttosto ampia e si tratta anche di un intervento esteso sulla ghiandola mammaria, può verificarsi una reazione del sottocute o della ghiandola al materiale di sutura interno riassorbibile, con successiva deiscenza di una parte della cicatrice e una secrezione tissutale transitoria (di norma tra la 2ª e la 4ª settimana dopo l'intervento). Questa complicanza comporta sia un prolungamento della guarigione della cicatrice, anche di alcune settimane, sia talvolta il suo allargamento. Dopo la guarigione e la stabilizzazione della cicatrice, di norma 6 mesi dopo la riduzione del seno, è possibile correggere questa parte allargata della cicatrice.

Prezzo

  • Riduzione del seno da 3 300 € AG

Anestesia per questo intervento

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anestesia generale — Dormi per tutta la durata dell'intervento.

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